
Luigi Fantappié è nato a Viterbo il 15 settembre 1901 e
ha frequentato l’Università di Pisa come normalista, laureandosi
con lode in matematica pura il 4 luglio del 1922. Dal 1922 al
1924 è stato presso varie Università straniere, nel 1926 ha
vinto la cattedra di Analisi Algebrica all’Università di Firenze
e nel 1927 la cattedra di Analisi Infinitesimale all’Università
di Palermo.
Nel 1929
ha vinto la medaglia d’oro per la matematica della Società
Italiana delle Scienze (detta XL). Nel 1931 l’Accademia dei
Lincei gli assegnò il Premio Reale per la Matematica, e
l’Accademia d’Italia il Premio Volta.
Dal 1934
al 1939 è andato in America Latina, a San Paolo in Brasile, a
fondare l’Istituto matematico in quella Università.
Nel 1939 è
stato chiamato alla cattedra di Alta Analisi dell’Istituto
Nazionale di Alta Matematica dell’Università di Roma (fondato e
diretto da Francesco Severi) e di cui è stato vicepresidente. È
morto a Bagnaia di Viterbo il 28 luglio 1956, a soli 55 anni di
età.
L’opera
scientifica di Luigi Fantappié si può dividere in tre tappe
fondamentali:
a) dal
1923 al 1941 egli si è occupato prevalentemente della
Teoria dei funzionali analitici, da lui stesso creata;
b) nel
1942 propose la Teoria unitaria del mondo fisico e
biologico, che completò nel 1947 con l’introduzione del
nuovo concetto di “esistenza totale”, compatibile con i
principi della relatività;
c) a
partire dal 1952 sviluppò la Teoria degli universi
fisici, basata sulla teoria dei gruppi, e nel 1954
dimostrò che la relatività ristretta di Einstein risultava
caso limite di una teoria più perfezionata, la relatività
finale.
In modo un
po’ più dettagliato:
a) Teoria dei funzionali analitici. Data la
natura molto tecnica di questa teoria, mi limiterò a dare
solo qualche breve cenno. I “funzionali” sono stati
introdotti da Volterra e generalizzano il concetto di
funzione, estendendolo dal caso dei punti a quello delle
linee. Iniziate queste ricerche di analisi funzionale, con
lo scopo di portare nel campo dei numeri complessi i
concetti di Volterra sulle funzioni di linee, Fantappié
estese ai funzionali le idee fondamentali delle funzioni
analitiche di Cauchy, Riemann e Weierstrass. Giunse in tal
modo alla definizione di “funzionale analitico” che gli
permise di sviluppare una nuova e geniale teoria, la quale
gli procurò fama mondiale. Una delle più importanti
applicazioni di tale teoria è la risoluzione esplicita di
alcune importanti equazioni della fisica matematica, come
quelle di Laplace e di D’Alembert.
b) Teoria unitaria del mondo fisico e biologico.
L’equazione di D’Alembert, che descrive la propagazione
delle onde, ammette due tipi di soluzioni, rappresentate
rispettivamente da onde divergenti da una sorgente,
e da onde convergenti verso una sorgente, posta nel
futuro.
Alle
onde divergenti corrispondono i comuni fenomeni fisici e
chimici, prodotti da cause riproducibili e che tendono verso
il livellamento (fenomeni “entropici”).
Alle onde convergenti corrispondono invece i fenomeni
“sintropici” (introdotti da Fantappié), opposti a quelli
entropici, e cioè retti da fini, non riproducibili e che
tendono alla differenziazione. Questi nuovi fenomeni vengono
identificati da Fantappié con quelli più tipici e misteriosi
della vita.
c) Teoria degli universi fisici. Partendo
dalla semplice idea che un “Universo” è un sistema retto da
leggi valide per tutti gli osservatori, nel segue che una
teoria degli Universi possibili deve essere basata sul
concetto di gruppo. Così per esempio, la fisica classica è
basata sul gruppo di Galilei e la fisica relativistica sul
gruppo di Lorentz, che perfeziona il precedente. A sua volta
il gruppo di Lorentz è perfezionabile in modo univoco nel
“gruppo finale”, introdotto da Fantappié, cui corrisponde la
“relatività finale” che estende la relatività ristretta su
scala cosmica.
GIUSEPPE ARCIDIACONO
Giuseppe
Arcidiacono è stato l'allievo prediletto di Luigi Fantappié.
I libri di
Luigi Fantappié, Giuseppe Arcidiacono e Salvatore
Arcidiacono sono pubblicati da DI RENZO EDITORE.

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