
Teoria degli Universi e Sintropia.
Luigi Fantappié, ricordo di un matematico.
di Ignazio Licata
Introduzione
1. La teoria Sintropica
2. La Teoria degli Universi
3. L’Eredità di Fantappié
Nota bibliografica
Come per tutte le attività creatrici
così anche per la matematica è possibile individuare periodi
floridi, in cui pensieri nuovi danno l'avvio scuole e correnti
rigogliose che arricchiscono una disciplina. In Italia il coraggio e
la forza della generazione del risorgimento avevano segnato tutte le
scienze e le arti. In special modo la matematica. Con i loro lavori.
Brioschi, Betti, Cremona, Beltrami e Casorati posero le basi, a
livello internazionale. di un nuovo aspetto dell' algebra. della
geometria e delle loro relazioni. dell'analisi in campo complesso e
delle applicazioni di questa alla fisica-matematica. Inaugurarono
inoltre nel nostro paese la tradizione dei politecnici e Betti ebbe
un ruolo chiave nella creazione della Scuola Normale di Pisa. A
questa generazione succedette quella non meno prolifica di Severi,
Volterra, Bianchi, Krall. A Palermo, nell' epoca dei Florio,
G. B.Guccia. allievo di Cremona. crea il Circolo Matematico di
Palermo, che per diversi decenni sarà uno dei più importanti centri
internazionali per la matematica. È in questo contesto, ricco di
idee e di grandi maestri. che alla Scuola Normale di Pisa, nel 1922,
si laureano un fisico ed un matematico. Il fisico è Enrico Fermi. Il
matematico è Luigi Fantappié (Viterbo 1901-Roma 1956). La
matematica ha un grande impatto su tutte le attività umane. Ma
spesso i suoi concetti ed i suoi nomi non arrivano al grande
pubblico. Vogliamo qui ricordare Luigi Fantappié, ed i suoi numerosi
contributi alla scienza, con particolare riguardo ad un tema di
rinnovato interesse, la ricerca di una teoria unificata del mondo
fisico e biologico.
1) la Teoria Sintropica
Nel 1942 Luigi Fantappié era uno dei più
famosi matematici italiani. La sua teoria dei Funzionali Analitici,
che estendeva i concetti dell' analisi funzionale in campo
complesso, sviluppata sin dal 1925, lo aveva reso celebre in tutto
il mondo. Ricopriva la cattedra di Alta Analisi all'Istituto
Nazionale di Alta Matematica, fondato da Severi nel 1939. Eppure non
fu mai un accademico chiuso nella sua torre d'avorio,
compiaciuto dei suoi successi. Uomo colto ed autenticamente
curioso, stoffa da filosofo naturale, era un convinto assertore
della necessità del dialogo interdisciplinare ed ebbe un ruolo
chiave nella creazione del Centro Internazionale di Comparazione e
Sintesi, a Roma, che fu un luogo d’eccellenza in quello che oggi
chiameremmo crossing disciplinare.
In quel periodo Fantappié si pose un
problema ancora lontano dalle preoccupazioni degli specialisti:
quello della convergenza e della conciliazione tra fisica e
biologia. Si era ancora lontani dalla scoperta del codice genetico
ed i biologi cercavano una base molecolare per la teoria darwiniana,
il cui status culturale era ancora al centro di vivaci polemiche,
scientifiche ed “ideologiche”. D'altra parte le preoccupazioni dei
fisici erano intensamente rivolte all’esplorazione del “nuovo mondo”
sub-nucleare. Nei loro principi di base le due scienze erano
praticamente senza contatti. Questo contrastava l’ aspirazione del
pensiero scientifico verso una visione unitaria della Natura,
operando una separazione contraddittoria tra aree di conoscenza. Una
delle acquisizioni più solide della fisica è infatti il secondo
principio della termodinamica, che ci insegna a calcolare, per ogni
processo fisico, l'aumento di entropia, ovvero la dissipazione
d’energia ed il consumo della macchina-mondo.
Si tratta di fenomeni evidenti a livello
perfino di esperienza quotidiana: il logoramento per attrito,
l'irreversibilità dei processi di combustione, l'invecchiamento...
Ma all'interno del mare dell'entropia deve esistere la
possibilità di isole di ordine ed organizzazione. Infatti in
biologia e nelle scienze cognitive assistiamo alla creazione ed
allo sviluppo di forme sempre più complesse e differenziate, la cui
organizzazione rende il sistema in grado di accrescere il proprio
ordine e modificarlo in risposta agli stimoli dell'ambiente esterno.
Fantappié pensò che la soluzione di questo enigma andasse ricercata
nei principi fondazionali della fisica.
La teoria della sintropia –
scelto come termine opposto ad entropia, e più radicale del già
diffuso neghentropia - parte da una considerazione sulla
struttura delle equazioni della fisica quanto-relativistica.
Un'equazione chiave è l'equazione di D'Alembert, che descrive i
processi ondulatori. Questa equazione ammette due tipi di soluzioni:
(a) onde divergenti, descritte da potenziali ritardati, che si
diramano dalla sorgente “causa” del fenomeno ondulatorio e (b)
onde convergenti, descritte da potenziali anticipati, che
convergono in un punto. Le onde divergenti ci sono ben note. Ad
esempio: le onde emanate da un trasmettitore radio. Nei problemi
tradizionali della fisica non si tiene conto del secondo tipo di
soluzioni semplicemente perché - in apparente contrasto con le
condizioni di simmetria relativistica - nessuno ha mai osservato
“onde dal futuro”.
L'idea di Fantappié fu di considerare
alla stessa stregua le due soluzioni, assegnando ad ognuna un ruolo
di tipo “termodinamico”. Alle prime, le onde divergenti, sono legati
i fenomeni entropici, con livellamento e degrado dell' energia. Il
fisico teorico Olivier Costa De Beauregard ha dimostrato in maniera
elegante nel 1957 1a connessione tra entropia e potenziali ritardati
utilizzando considerazioni di meccanica statistica. Invece i
potenziali anticipati, concentrando l'energia in un punto, creano le
condizioni iniziali per lo sviluppo di una diversa classe di
fenomeni, i fenomeni sintropici, tipici della vita, caratterizzati
da un "surplus” di energia in un ristretto volume spaziotemporale. In
pratica l’azione dei potenziali anticipati su un sistema di
particelle sarebbe visto da un osservatore come un fenomeno di
“coerenza” tra i costituenti del sistema.
I due tipi di fenomeni possono essere
studiati tramite un principio duale essendo gli uni l'inverso degli
altri. In effetti le proprietà dell'operatore di D'Alembert e i due
tipi di potenziali sono strettamente connesse al cono-luce della
geometria di Minkowski, usata in relatività per connettere con
segnali a velocità della luce osservatori inerziali che si muovono
nello spazio-tempo a velocità uniformi diverse (vedi fig 1 e
2).
Potenziali anticipati e ritardati
nello Spazio-Tempo di Minkowski

Fig. 1 – I due coni con vertici S' ed S’’
rappresentano nello spazio-tempo rispettivamente onde
divergenti da S’(causa) ed onde convergenti in S’’(fine).
Entropia e Sintropia

Fig.2- Un’onda convergente nel punto S (fine)
genera un’onda divergente dal punto S (causa). Ogni fenomeno
sintropico è quindi causa di un fenomeno entropico successivo.
La simmetria passato-futuro del
cono-luce si riflette nella complementarità duale dei due tipi di
potenziali.
Nella costruzione della teoria Fantappié
utilizzò un’interpretazione statica dello spazio-tempo,
comune ad altri studiosi, come H. Weyl. In breve
passato-presente-futuro formano una struttura globale interconnessa
e coesistente. Fantappié definì infatti su base relativistica il
concetto di “esistenza totale” ed introduceva con i potenziali
anticipati un finalismo intrinseco della natura, mentre i potenziali
ritardati erano legati all' entropia ed alla causalità.In altre
parole l’esistente “globale” contiene in sé le condizioni al
contorno per l’emergenza della vita. Emerge in questa concezione di
filosofia naturale un’ambizione metafisica intesa come necessità di
inserire l'indagine della natura in un più ampio quadro filosofico
ed esistenziale. Fantappié, spirito profondamente religioso, non
nascose mai che lo strumento della scienza era per lui una
componente della ricerca di Dio. Scriveva infatti nel 1954 (in La
Scienza testimone di Dio, Tabor, VIII,3):
«... solo se si abbandonano i veri
fini della scienza (conoscenza razionale della realtà), sostituendo
questi fini con mezzi occasionali di una certa epoca (metodo,
tecnica), elevati a fine ultimo dai ricercatori miopi, si può nella
scienza mettere da parte l'idea di Dio. Altrimenti Dio è
naturalmente al centro della scienza, essendone il motore ed il
fine, come è provato dagli stessi grandi scienziati di tutte le
epoche, da Galileo a Newton, da Platone a Picard, da Linneo a
Pasteur, nonostante le opposte opinioni dei loro più meschini
seguaci».
E’ facile comprendere come nell’Italia
del dopoguerra, divisa dalle lotte ideologiche tra cattolici e
marxisti, queste posizioni finaliste e religiose gli procurarono
ostilità ed incomprensioni. Per gli scienziati di orientamento
cristiano le sue posizioni erano eccentriche e scomode, per quelli
marxisti “idealistiche”. Queste polemiche non gli tolsero mai la
serenità e l'apertura al confronto.
Ritornando alla teoria, Fantappié
considerava i fenomeni sintropici finalistici al di fuori delle
possibilità del metodo galileiano, poiché l'indagine sperimentale
può riprodurre in laboratorio soltanto i fenomeni causali entropici.
Questo equivale a dire che le onde convergenti sono certamente più
difficili da rivelare sperimentalmente di quelle divergenti. È
possibile rendersi conto di ciò con una considerazione fisica
semplice.
Consideriamo un recipiente con dentro un
fluido perfetto ed in esso un oscillatore, sorgente di onde (Vasca di Fantappié). Consideriamo il sistema isolato in
equilibrio termico. Saranno presenti tutti i moti ondulatori
possibili, in modo caotico; come si dice in gergo, saranno presenti
tutti i possibili gradi di libertà. Ora l'oscillatore emetterà
un'onda divergente, ora ne assorbirà una convergente. Se si fornisce
un'energia all'oscillatore in modo da rompere l'equilibrio termico,
la tendenza a restaurare questo equilibrio farà sì che sarà
maggiore l'energia versata dalla sorgente nel fluido (onde
divergenti) che quella che la sorgente assorbirà dal mezzo (onde
convergenti). In questo caso avremo che la tendenza entropica legata
alle onde divergenti avrà globalmente la supremazia, mentre la
presenza sintropica è più sottile ma ugualmente presente, delicata
come i fenomeni a cui presiede. Consideriamo adesso, al posto del
recipiente, l'universo fisico nella sua totalità e ne concludiamo
che in esso sono presenti, anche se con intensità diversa,
sia la componente entropica che quella sintropica. Una versione
della teoria che contempla anche i casi intermedi tra entropia e
sintropia è stata proposta nel 1950 da Giuseppe Arcidiacono,
matematico e cosmologo, e dal fratello, il biochimico Salvatore
Arcidiacono (vedi fig.3).
Entropia e Sintropia in un Universo
Ipersferico

Fig.3- In un universo ipersferico (tipo De
Sitter) un’onda divergente da A , raggiunto il raggio massimo, si
trasforma in un’onda convergente in B. Non è dunque possibile
separare i fenomeni entropici da quelli sintropici.
Il problema dei potenziali anticipati,
formalmente necessari alla teoria eppure senza riscontro
sperimentale, era in quegli anni oggetto di intense ricerche. J. A.
Wheeler e R .P .Feynman (1945;1949) e poi F. Hoyle e J. Narlikar
(1964; 1969;1971), studiarono le condizioni cosmologiche per l’assorbitore;
in altre parole, definirono matematicamente perché il gioco di
interferenze all’interno della “scatola” universo sono tali da
permettere di osservare soltanto i potenziali ritardati, concordando
sostanzialmente con l’approccio di Fantappié. Va osservato che
l’interesse per il problema dei potenziali anticipati in cosmologia
è praticamente fermo a questa grande trilogia.
Uno sviluppo interessante si è avuto
nell’ambito della teoria quantistica dei campi. Nei processi
quantistici ciò che noi osserviamo sono sempre transizioni
elementari, come i processi di emissione-assorbimento di particelle.La
simmetria relativistica ci impone di considerare transizioni
“forward” e “backward” (J. Cramer). Ma questo equivale a considerare
il ben noto fenomeno della non-località quantistica,
ossia la possibilità degli oggetti quantistici di scambiarsi
informazione attiva (D. Bohm) senza scambio di energia in
particolari stati di coerenza. Ritroviamo quindi in un
contesto diverso l’antica suggestione di Fantappié. Non a caso
diversi fisici e biologi hanno suggerito recentemente la possibilità
di un ruolo dell’entangled quantistico nel garantire le
condizioni necessarie per la complessità di alcuni processi
biologici (H. Frolich; G. Preparata).
2) La Teoria degli Universi
Abbiamo visto come la teoria unitaria
del mondo fisico e biologico aveva portato Fantappié ad interessarsi
della struttura dell'universo nella sua globalità. Come è noto, la
teoria della relatività generale di Einstein permise di impostare il
problema cosmologico su basi rigorosamente fisico-matematiche, ma la
struttura delle equazioni di campo non determinava univocamente la
scelta tra diversi modelli. Per di più, era ormai evidente che una
teoria di campo continua non potesse rendere conto dei valori
discreti, quantizzati, delle grandezze microfisiche.
Scriveva Einstein nel 1955:
«Questo non sembra essere in accordo
con una teoria del continuo, e deve condurre al tentativo di trovare
una teoria puramente algebrica per la descrizione della realtà.
Tuttavia nessuno sa in che modo ottenere le basi di una tale
teoria».
Il terzo grande contributo di Fantappié
alla scienza riguarda proprio questo argomento. A partire dal 1952,
con una bellissima serie di lavori, indicò il metodo per la
costruzione rigorosa su basi algebriche di modelli d'universo.
Fantappié osservò che per concepire lo stesso concetto di legge
fisica è necessario che questa sia valida senza eccezioni, in ogni
zona dello spazio-tempo. Questa validità implica che i cambiamenti
di coordinate spaziali e temporali nell' espressione matematica
della legge siano tali da lasciarla invariata in forma. Queste
trasformazioni di coordinate devono perciò presentare delle
particolari simmetrie, esprimibili attraverso una struttura
matematica detta gruppo.
Nel corso dello sviluppo storico della
fisica è accaduto che si sono fatti degli esperimenti, scritte delle
equazioni e poi si è osservato che queste equazioni erano invarianti
in forma sotto certe trasformazioni gruppali. Fantappié, convinto
assertore della capacità della matematica di cogliere il reale,
propose il metodo inverso, cioè di utilizzare i gruppi per arrivare
alle leggi, idea audacissima che anticipa di due anni il lavoro
fondamentale di C.N. Yang e R. Mills.
Naturalmente le strutture gruppali
possibili matematicamente sono moltissime, ma il punto di partenza
univoco è individuato dai due gruppi già da tempo noti in fisica, le
leggi della meccanica newtoniana sono infatti invarianti per
trasformazioni di Galilei, mentre le leggi dell'elettromagnetismo e
della meccanica relativistica sono invarianti per il gruppo di
Lorentz. Da notare che la meccanica classica è contenuta come caso
particolare di quella relativistica quando si considerano
interazioni a velocità infinita e non alla velocità limite della
luce; in modo analogo il gruppo di Galilei è un caso particolare di
quello di Lorentz.
Fantappié cominciò a sviluppare il suo
programma mostrando come le leggi di ogni modello d'universo fisico
erano effettivamente individuate dalla sua struttura gruppale. In
una bella memoria del 1955, ad esempio, mostrò come il gruppo di
Galilei permettesse di dedurre la forma della legge di gravitazione
di Newton. Altri risultati importanti riguardano la meccanica
quantistica. Egli fece vedere come la forma degli operatori
quantici, che determinano le grandezze osservabili, fosse
interamente determinata dal gruppo.
In campo cosmologico dimostrò che il
modello relativistico di Minkowski individuato dal gruppo di Lorentz
può essere perfezionato passando ad un gruppo più ampio in modo
unico ed ottenendo così il modello di De Sitter, con curvatura
spaziotemporale globale, con conseguenze di estrema importanza per
le teorie gravitazionali e cosmologiche. Continuando a sviluppare
questo metodo dell' estensione gruppale si ottiene una
successione di Universi Ipersferici, che rappresentano
matematicamente i vari livelli descrittivi del mondo fisico, ognuno
dei quali contiene l'altro, come in una matrioska.
L’aspetto interessante del lavoro di
Fantappié, continuato da Giuseppe Arcidiacono, è che indica
l’importanza dell’universo di De Sitter utilizzando un metodo
rigoroso, e non considerazioni fisiche ad hoc.In pratica,
l’universo di De Sitter(ed il gruppo di De
Sitter-Fantappiè-Arcidiacono che lo caratterizza) viene individuato
univocamente a partire da una catena logico-matematica che
include il gruppo di Galilei ed il gruppo di Lorentz, un pò come una
retta viene individuata su un piano da due punti. La cosa davvero
sorprendente è che questi lavori anticipano l’interesse recente che
a questo modello d’universo viene dato dalla cosmologia quantistica. Infatti
il termine cosmologico che il gruppo impone alle equazioni
gravitazionali di Einstein corrisponde proprio ad una descrizione
metrica “classica” del vuoto quantistico.In questo modo, come
l’autore di questa nota ha mostrato, è possibile ritrovare la
condizione di Hartle-Hawking per l’universo senza bordi con
un nuovo significato fisico.
Si è ancora ben lontani dall'aver
esplorato tutte le possibilità di questo metodo in cosmologia ed in
microfisica.
Luigi Fantappié muore il 28
luglio 1956. Fermi, il suo amico dei tempi studenteschi, ed campione
di un altro stile nella scienza, lo aveva preceduto l'anno prima.
Poco prima della morte Fantappié aveva scritto:
«Quanto sembra inesplicabile in un
universo può invece trovare la sua logica sistemazione in un altro
universo associato ad un numero maggiore di gradi di libertà...
Grazie al nostro io spirituale apparteniamo a tutta la catena degli
universi... Vero è che alcuni limitano con pregiudizi i propri gradi
di libertà. ritenendo di non possederne altri all’infuori di quelli
della mobilità materiale».
3) L’Eredità di Fantappié
La teoria della relatività finale di
Fantappié è stata sviluppata dal suo più caro e fecondo allievo,
Giuseppe.Arcidiacono (1927-1997) nella più generale teoria degli
universi ipersferici. Il risultato filosoficamente più
interessante è che lo spazio-tempo della nostra esperienza è
puramente fenomenico, in quanto altro non è che una
rappresentazione proiettiva del vero universo, a
struttura iperspaziale ed a tempo immaginario.In perfetto accordo,
aggiungiamo, con le richieste di una cosmologia quantistica, ed in
contrasto con l’idea del big- bang come palloncino
termodinamico.
La teoria sintropica trova il suo limite
più forte nell’osservazione che la concentrazione di energia non è
sufficiente per la vita. Occorre energia “informata”, ossia sistemi
ad apertura logica in grado di “usare” il flusso d’energia
disponibile. L’idea della coerenza quantistica è estremamente
affascinante, ed è stata adottata da R. Penrose e R. Hameroff per
un’ambiziosa teoria della coscienza ma, proprio come i potenziali
anticipati, è molto fragile: i più recenti risultati
sperimentali indicano che è estremamente improbabile che uno stato
di coerenza possa permanere per un tempo superiore a qualche
microsecondo ad una temperatura di 10 microKelvin. Questo non esclude
però la possibilità di un ruolo cruciale nei fenomeni biologici per
la coerenza.
Il biofisico Mario Ageno notava infatti
l’importanza dei domini di indifferenza nei processi
bio-molecolari: con lo stesso dispendio d’energia le cose sarebbero
potute andare diversamente. Studiando la vita noi studiamo un
romanzo in parte già scritto, che per arrivare fino a noi ha
attraversato un numero imprecisato ed altissimo di possibilità
equivalenti. Non dobbiamo dunque aspettarci necessariamente una
ricetta facile ed unica per comprendere l’origine della vita, ma
piuttosto una serie di eventi diversi, tutti compatibili con le
leggi della fisica. L’estrema “improbabilità” della formazione di
una proteina da un brodo di amminoacidi può essere resa più
comprensibile in tanti modi. Ad es.,non soltanto con il tradizionale
ricorso al “tempo” ed al “caso” – che appare più una petizione di
principio che una spiegazione! -, ma anche tenendo in conto la
possibilità di rarissimi ma decisivi eventi di coerenza (H. Frolich;
T. M. Wu & S. Austin).Ricordiamoci inoltre che esistono anche
processi più robusti che si presentano come candidati ideali
per studiare i meccanismi fini dell’evoluzione: i sistemi
dissipativi di Prigogine, i processi non-lineari, la criticità
autoorganizzata……E’ possibile che la vita e l’informazione abbiano
tratto vantaggio, in momenti diversi ed in range diversi, da ognuno
di questi processi.
Quello che di essenziale resta nella
lezione di Fantappié è l’idea che fisica e biologia, l’universo e la
molecola, devono incontrarsi ad un livello profondo.Forte dei suoi
successi, secondo J.A.Wheeler, la fisica oggi può non limitarsi a
chiedere soltanto come, ma deve cominciare a domandarsi
perché? Un esempio di questa nuova tendenza è il dibattito sul
principio antropico, inizialmente utilizzato dal cosmologo
R.H.Dicke come criterio di selezione tra i diversi modelli
cosmologi , e ripreso in seguito da J. Barrow e F. Tipler, S.
Hawking e L. Smolin. La vita è “soltanto” compatibile con le leggi
della fisica o, in qualche modo più profondo, è “scritta” nelle
stesse condizioni iniziali dell’universo? La questione è aperta, ed
è difficile porla in termini rigorosamente scientifici. Freeman
Dyson fa appello alla sua sensibilità più che al suo formidabile
rigore quando osserva che l’Universo sembra favorevole alla vita.
E’ questa tensione verso una
comprensione sempre più ampia del Reale che lega sottilmente le
domande della scienza moderna alla visione unitaria di Luigi
Fantappié.
IGNAZIO LICATA
Ignazio.licata@ixtucyber.org
Nota
Bibliografica
Un pensiero affettuoso va al Prof. Giuseppe
Arcidiacono, che in lunghe chiacchierate in giro per Roma ci mise
a parte dei suoi ricordi di allievo e collaboratore di Fantappié.
Un racconto dell’avventura intellettuale
di Fantappié può trovarsi nel suo libro:
Fantappié e gli Universi. Nuove vie
della scienza, Di Renzo Editore, 2005, da cui sono tratte le
figure che compaiono in questo articolo.
Le Opere Scelte di Fantappié sono state
edite dall' Unione Matematica Italiana, Ed. Pitagora, in 2 voll.,
Bologna 1973.
Luigi Fantappié – Principi di una
teoria unitaria del mondo fisico e biologico, Di Renzo Editore
Luigi Fantappié – Conferenze scelte,
Di Renzo Editore
Giuseppe Arcidiacono – Spazio,
iperspazi, frattali, Di Renzo Editore
Giuseppe Arcidiacono – La relatività
dopo Einstein, Di Renzo Editore
Giuseppe Arcidiacono – Zero,
infinito, immaginario, Di Renzo Editore
Giuseppe Arcidiacono – La teoria
degli universi, 2 voll., Di Renzo Editore
Giuseppe Arcidiacono – Esercizi di
meccanica razionale, Di Renzo Editore
Giuseppe Arcidiacono – L’uomo, la
vita, il cosmo, Di Renzo Editore
Salvatore Arcidiacono – L’evoluzione
dopo Darwin, Di Renzo Editore
Salvatore Arcidiacono – Problemi e
dibattiti di biologia teorica, Di Renzo Editore
Giuseppe e Salvatore Arcidiacono – Sintropia, entropia, informazione, Di Renzo Editore
Olivier Costa de Beauregard –
Irreversibilità, entropia, informazione, Di Renzo Editore
Olivier Costa De Beauregard – Il
corpo sottile della evanescente realtà, Di Renzo Editore
Leonardo Chiatti – Le strutture archetipali
del mondo fisico, Di Renzo Editore
Ilya Prigogine – Il futuro è già
determinato?, Di Renzo Editore
Ignazio Licata – Osservando la sfinge. La
realtà virtuale della fisica quantistica, Di Renzo
Editore
Vedi anche:
I. Prigogine & G. Nicolis – Le
Strutture Dissipative, Sansoni, 1982,
F. Hoyle – L' Universo Intelligente,
Mondadori, 1984,
P. Davies – Il Cosmo Intelligente,
Mondadori, 1989,
D. Bohm & B. Hiley –
The Undivided Universe, Routledge, NY, 1993.
G. Preparata – Dai quark ai cristalli,
Bollati-Boringhieri, 2002.
I libri di Ignazio Licata sono pubblicati presso Di
Renzo Editore