
Luigi
Fantappié: Maestro e Amico
di Giuseppe Arcidiacono
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1. - Fantappié e
la matematica
Luigi Fantappié
nacque a Viterbo, il 15 settembre del 1901, nella casa di via
Mazzini, da Liberto e da Agrippina Gnazza. Compiuti brillantemente
gli studi medi nella sua città natale, conseguì la licenza liceale a
17 anni. Subito dopo vinse il difficile concorso di ammissione alla
Scuola Normale Superiore di Pisa, fondata da Napoleone.
Con la guida di
grandi Maestri, ed il continuo scambio di idee con i suoi compagni,
egli poté acquisire una vasta e profonda cultura, e a 21 anni (4
luglio 1922), si laurea in Matematica Pura con 110/110 e la lode,
discutendo una tesi di laurea dal titolo “Le forme decomponibili
coordinate alle classi di ideali nei corpi algebrici”. Questa tesi
venne poi pubblicata negli Annali della Scuola Normale di Pisa.
Dopo un breve
periodo di studi a Parigi, fu nominato Assistente alla cattedra di
Analisi Infinitesimale all'Università di Roma, con Francesco
Severi. Venne in tal modo a contatto con due grandi Maestri,
Volterra e Severi, la cui influenza avrà valore decisivo nel
pensiero matematico di Fantappié. Nel 1927 vinse il concorso di
Analisi Algebrica, ed insegnò nelle Università di Cagliari, Palermo,
Bologna.
Nel 1929 gli
venne assegnata la Medaglia d'Oro per la Matematica della Società
Italiana delle Scienze e nel 1931 vinse il Premio Reale della
Matematica ed il Premio Volta, per le sue ricerche sui “funzionali
analitici” che lo avevano reso famoso in tutto il mondo. Dal 1934 al
1939 insegnò a S. Paolo in Brasile, dove organizzò l'istituto
matematico. Al suo rientro in Italia venne chiamato da Severi a
coprire la cattedra di Alta Analisi, all'Istituto Nazionale di Alta
Matematica.
Tale Istituto,
fondato da Francesco Severi, uno dei maggiori matematici del nostro
secolo, si proponeva i seguenti fini (a) lo sviluppo di nuovi rami
della matematica; (b) il coordinamento delle ricerche italiane con
quelle straniere; (c) la di fusione delle più importanti ricerche
dei matematici italiani (d) il collegamento tra le ricerche di Alta
Matematica e gli altri campi della scienza.
L'Istituto era
frequentato dai “discepoli ricercatori scelti tra i giovani
laureati, che avendo le attitudini e la maturità necessaria,
volevano dedicarsi alla matematica. In questo ambiente di alto
livello scientifico, Fantappié poté approfondire le sue ricerche,
che negli anni successivi lo portarno alla costruzione di nuove e
più perfezionate teorie fisiche La “teoria dei funzionali analitici”
venne esposta da Fantappié in una serie di conferenze e seminari in
Germania (Berlino, Munster, Amburgo, Giessen), Francia (Parigi),
Svizzera (Zurigo), Belgio (Bruxelles), Spagna (Madrid, Barcellona),
Portogallo (Coimbra, Oporto, Lisbona) ed in Brasile (S. Paolo Porto
Alegre). Egli venne poi invitato in America, al celebre “Institute
for advanced Study” di Princeton, come Membro dell'Istituto per il
1950-51, ma non poté andarci per motivi di salute.
A partire dagli
anni quaranta Fantappié si propose di applicare i metodi più moderni
della matematica allo studio della Natura ed alla costruzione di
nuove teorie fisiche, in modo da soddisfare alla sua intima esigenza
di una visione unitaria ed armonica del cosmo e delle sue leggi. Ha
inizi c allora una seconda fase delle sue ricerche scientifiche, che
le portò nel 1941 ad enunciare la famosa “teoria unitaria de mondo
fisico e biologico” e nel 1951 la nuova “teoria degli Universi
fisici” che ci permette di costruire per via matematica le possibili
teorie fisiche.
Per Fantappié
infatti, la divisione della scienza in varie branche, tra loro
separate ed incomunicabili, non deve essere concepita come fine a se
stesso. Lo scienziato non deve quindi chiudersi nel suo limitato
campo di specializzazione, ma deve cercare di raggiungere una
visione unitaria della scienza.
2. - La teoria unitaria del mondo
fisico e biologico
Nel dicembre del
1951, in seguito ad alcune discussioni con due colleghi, un fisico
ed un biologo, Fantappié ebbe improvvisamente l'idea di una “teoria
unitaria” della fisica e della biologia. Tutto ad un tratto
intravide la possibilità di interpretare opportunamente le soluzioni
dei “potenziali anticipati” delle equazioni ondulatorie che
rappresentano le leggi fondamentali dell'Universo.
Tali soluzioni,
che erano state sempre scartate come “impossibili” dai fisici, gli
apparvero invece come possibili immagini di fenomeni che egli chiamò
“sintropici” del tutto diversi da quelli sino allora
considerati, o “entropici”, cioè dei fenomeni puramente meccanici,
fisici e chimici.
Invece, i
fenomeni sintropici, rappresentati da quelle soluzioni dei
potenziali anticipati, avrebbero dovuto obbedire ai principi opposti
della finalità, della differenziazione e della irriproducibilità in
laboratorio. Veniva spiegato in tal modo perché potevamo produrre in
laboratorio solo fenomeni entropici, e la struttura finalistica dei
fenomeni sintropici spiegava benissimo il loro rigetto “a priori”
per il pregiudizio che il finalismo sia un semplice principio
metafisico estraneo alla scienza ed alla natura stessa.
Poiché questa
teoria, riunendo in una visione unitaria i fenomeni fisici e
biologici, richiedeva una conoscenza specifica in altri campi del
sapere, Fantappié per un certo tempo non ritenne opportuno renderla
pubblica. Fu il Prof. Gerolamo Azzi, dell'Università di
Perugia, che lo spinse a svilupparla ulteriormente. Fu poi condotto
ad esporla in forma sempre più ampia e precisa ad altri illustri
colleghi di diverse discipline, tra i quali G. Giorgi, L.
Amoroso, G. Armellini dell'Università di Roma, T.R.
Bachiller dell'Università di Madrid e soprattutto al grande
fisico Max von Laue dell'Università di Berlino.
Successivamente,
il 30 ottobre del 1942, Fantappié presentò la nuova “teoria
unitaria del mondo fisico e biologico” all'Accademia d'Italia,
dove veniva poi pubblicata in una breve nota dal titolo “
Sull'interpretazione dei potenziali anticipati e su di un principio
di finalità che ne discende”.
Un riassunto più
ampio della teoria, dal titolo “ Die antizipierten Potentiale der
Wellenmechanik als bilder von Biologischen Vergangen” venne
pubblicato sulla Rivista “Naturwissenschaften” nel 1943, presentato
da von Laue.
Nell'autunno del
1942, invitato dal “ Consejo Nacional de Investigaciones Cientificas”
e da altri enti culturali spagnoli, egli espose la teoria unitaria
in una conferenza tenuta all'Accademia delle Scienze di Madrid, il 3
novembre del 1942. Questa conferenza venne poi ripetuta
all'Accademia delle Scienze di Barcelona (10 dicembre 1942) e
pubblicata nel 1943 dalla Revista Mathematica Hispano-Americana “
col titolo “Teoria unitaria de la causalidad y finalidad en los
fenomenos fisicos y biologicos, fundata en la mecanica ondulatoria y
relativista”. Fu poi invitato dal prof. Carlini della Scuola
Normale Superiore di Pisa, al Congresso di Scienza e Filosofia (1-2
giugno 1943), dove poté presentare la nuova teoria ad un ambiente
altamente qualificato. Essa venne discussa con gli illustri colleghi
presenti, tra i quali Severi, Rondoni, Carrelli, Puccianti, Persico,
Guzzo, Abbagnano e Banfi.
Infine, nel 1944,
Fantappié pubblicava il famoso volumetto dal titolo “Principi di
una teoria unitaria del mondo fisico e biologico “, in cui esponeva
in forma sistematica la nuova teoria (Di Renzo Editore).
Poiché nella
teoria unitaria viene introdotta una dipendenza dei fenomeni
naturali, non solo dal passato (cause), ma anche dal futuro (fini),
essa venne completata nel 1947 da una approfondita analisi del
concetto di “Esistenza” alla luce della teoria della relatività.
Si trova allora
che il concetto di Esistenza deve essere esteso anche al passato ed
al futuro (esistenza totale). Questo risultato, che gettava nuova
luce sui fondamenti della teoria unitaria, venne esposto da
Fantappié in una conferenza dal titolo “ Un nuovo concetto di
Esistenza”, tenuta al 19 maggio del 1947 nell'Aula Magna della
facoltà di Lettere e Filosofia della Università di Roma.
3 - La teoria degli Universi
Fisici
Lo studio della
teoria unitaria del mondo fisico e biologico, portò ben presto
Fantappié a porsi il problema più generale di costruire delle teorie
sempre più ampie e cioè di studiare per via matematica gli Universi
possibili. Egli pubblicò i primi lavori su tale argomento nel marzo
del 1952, nei Rendiconti della Accademia dei Lincei.
Il 28 novembre
dello stesso anno, vinsi il concorso di ammissione e venni nominato
allievo ricercatore all'Istituto Nazionale di Alta Matematica. Ebbi
così la possibilità di seguire da vicino queste importanti ricerche
e di collaborare attivamente al loro sviluppo. Il l0 dicembre del
1952 ebbero inizio le lezioni all'Istituto, con quella di Fantappié.
Il titolo del corso di Alta Analisi era “Gruppi topologici e loro
applicazioni fisiche” ed era dedicato alla teoria degli Universi
fisici. Data la mia preparazione nel campo della relatività e della
fisica-matematica, ne compresi sin dall'inizio la grande importanza,
e mi proposi di applicare alla fisica ed alla cosmologia la nuova
teoria.
La teoria degli
Universi è costruita a partire dalla semplice idea che l'Universo è
un sistema “ordinato” e quindi retto da leggi valide senza
eccezione. Utilizzando allora i metodi della teoria dei gruppi,
della teoria delle matrici e del calcolo tensoriale, è possibile
studiare per via matematica i possibili modelli di Universo.
Tra questi, il
più semplice e naturale è l'Universo di De Sitter,
rappresentato da uno spazio-tempo “ipersferico” a 4 dimensioni. A
tale Universo corrisponde la “relatività finale” che perfeziona in
modo univoco la relatività ristretta di Einstein.
Tale teoria venne
proposta da Fantappié il 13 novembre del 1954 alla Accademia
Nazionale dei Lincei, con una Nota dal titolo “Su una nuova teoria
di relatività finale”. Essa veniva sviluppata utilizzando uno spazio
“ topologico” a l0 dimensioni, e quindi era assai difficile
comprenderne il suo significato fisico.
Nel febbraio del
1955, sfruttando l'analogia con la relatività ristretta, facevo
vedere quale era il significato fisico della relatività finale: essa
estendeva su scala cosmica la teoria di Einstein. In conseguenza le
equazioni di Maxwell potevano essere generalizzate in modo da tener
conto della curvatura dello spazio e dell’espansione cosmica. Si
ottiene allora nel modo più semplice e naturale la “
magnetoidrodinamica” o fisica del plasma, e viene stabilito un
semplice legame tra materia ed elettricità.
Questi risultati
vennero molto apprezzati da Fantappié, il quale me li fece
pubblicare in una serie di note alla Accademia dei Lincei .
4 - L'Unità e la Universalità
della Cultura
Nel 1954
Fantappié venne eletto Presidente del Comitato Internazionale per
l'Unità e la Universalità della Cultura, il quale si proponeva la
sintesi delle nostre conoscenze al di sopra delle divisioni e delle
moderne specializzazioni, che frantumano la scienza in tanti
compartimenti stagni, ognuno con un proprio linguaggio particolare e
quindi sempre più incomunicabili. Egli si dedicò al suo alto compito
con grande entusiasmo e fiducia, perché quanto più si moltiplicavano
nel frenetico e convulso mondo moderno le forme di divulgazione
della Cultura, tanto più egli sentiva che questa si sarebbe perduta
nel gelido vuoto di un isolamento infecondo, se non si fosse
ricercato il fine supremo che muove l'umana e divina universalità
del pensiero.
Il 19 agosto del
1954 venne nominato membro della Accademia Nazionale dei Lincei e
nel 1955 gli venne assegnata la Medaglia d'Oro dei Benemeriti della
Cultura, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione.
Nell'aprile dello stesso anno si svolse all'Istituto Nazionale di
Alta Matematica un Convegno, in occasione del Cinquantenario della
Relatività (19051955) e Fantappié espose la sua teoria degli
Universi, mentre Severi svolse il tema “ relatività e senso comune”.
Proprio in quei giorni (18 aprile) moriva a Princeton Albert
Einstein, e subito dopo Severi venne chiamato a succedergli nel
seggio alla Accademia di Francia.
Nel 1956 il
“Centre National de la Recherche Scientifique” di Francia,
organizzò, nella Università di Nancy un “Colloque International sur
la théorie des équations aux derivée partielles” (9-15 aprile), al
quale furono invitati i più celebri matematici.
Fantappié vi partecipò per
l'Italia, svolgendo una brillante relazione: “Sur les méthodes
nouvelles d'integration des equations aux dérivée partielles, au
moyen de functionnelles analytiques », che ebbe un grande successo.
Tutti questi alti
riconoscimenti ed onori non intaccarono la semplicità ed umiltà di
Fantappié, che visse modestamente, veramente al servizio della
scienza, nei suoi aspetti più alti ed universali, alla ricerca della
intima armonia del cosmo e di una visione unitaria del Sapere.
Fantappié
soffriva da tempo di mal di cuore, ma questo non gli fece rallentare
minimamente la sua intensa attività di scienziato. Per tale motivo
mi aveva detto più volte, che se doveva mancare, a me affidava il
compito di approfondire e di sviluppare la teoria degli Universi e
quella Unitaria, perché egli considerava queste due teorie di grande
importanza per i futuri sviluppi della scienza. Egli infatti sapeva
perfettamente che le sue idee precorrevano i tempi, e che solo in
futuro sarebbero state pienamente comprese, in seguito ai nuovi
sviluppi della scienza in campo teorico e sperimentale.
Vidi Fantappié
l'ultima volta il 23 maggio quando andai a casa sua (vicino al
Colosseo, in via Marco Aurelio, 42), per salutarlo, prima di partire
da Roma per le vacanze in Sicilia. Nelle sue due ultime lettere (del
7 giugno e del 14 giugno), mi informava che aveva scritto a
Lichnerowicz, della Università di Parigi, per mandarmi a lavorare
con lui per qualche anno. Verso la metà di luglio, Fantappié si
trovava nella residenza estiva alla Molinella, nei pressi di Bagnaia
(Viterbo) e decise di recarsi alla Università di Roma, per discutere
personalmente la tesi di laurea di un suo allievo. Nonostante
venisse sconsigliato, a causa del caldo e per il suo precario stato
di salute, volle compiere il suo dovere sino in fondo. Quando
rientrò era molto stanco, ma soddisfatto e felice.
Qualche giorno
dopo, il neo laureato andò a trovarlo per ringraziarlo. Mentre
discuteva con grande animazione, cadde improvvisamente a terra,
colpito da una trombosi, e quattro giorni dopo, il 28 luglio, alle
ore 22,30 si spense serenamente.
5 - Valore ed importanza
dell'opera di Fantappié
La sua immatura
scomparsa, a soli 55 anni, suscitò un vasto ed universale cordoglio,
come è testimoniato dai messaggi giunti da ogni parte del mondo.
Il Premio Nobel
Louis de Broglie, della Accademia di Francia, manifestava
“tutta la sua simpatia per l'opera di così eminente scienziato e
pensatore”.
Il grande
matematico Hadamard della Accademia delle Scienze, affermava
che “ con la sua bella teoria dei funzionali analitici, si è
rivelato uno dei migliori continuatori del grande Maestro Vito
Volterra”.
Jean Leray,
del Collegio di Francia, ricordava che “ l'apporto di Luigi
Fantappié alla Analisi Matematica è fondamentale: la integrazione
per quadratura del problema di Cauchy per le equazioni differenziali
a coefficienti costanti, darà un profondo impulso all'analisi
funzionale, all'algebra topologica ed all'analisi classica”. Ed
aggiungeva poi: “La sua opera nel campo della fisica è altrettanto
importante, ma è ancora difficile prevedere le ripercussioni che
avrà nelle nostre concezioni della fisica. È stato per me un onore
avvicinare ed amare questo vero Romano: egli partecipava con tutta
la sua anima e tutto il suo cuore alla vita della Città Eterna, i
suoi tratti erano quelli degli uomini della Roma Antica; egli aveva
bisogno di porre in ogni momento del giorno il suo sguardo sui
monumenti grandiosi e millenari; egli pensava meno da tecnico e più
da filosofo, artista ed uomo di cuore”. Leray ricorda poi la lunga
conversazione avuta con lui la sera del1'11 maggio 1956, quando
Fantappié tenne a Roma un ricevimento in suo onore: “una
conversazione interminabile: si trattava dell'opera profonda ed
ancora poco nota di qualcuno dei suoi allievi; benché la giornata di
continuo lavoro lo avesse affaticato, Luigi Fantappié ci teneva,
prima che lasciassi Roma, a commentarmi e a spiegarmi alcune memorie
che egli aveva l'altruismo di apprezzare meglio dei suoi scritti “.
E così concludeva: “Permettetemi di testimoniare l'importanza e
l'avvenire dei matematici che egli ha formato: il loro elogio sarà,
per lui, l'elogio supremo”.
Una prima solenne
commemorazione di Fantappié venne fatta il 21 novembre del 1956 al
Centro, da Severi (che era il Presidente del Centro di Comparazione
e Sintesi), da P. Raimondo Spiazzi e da Sergio Beer.
La commemorazione
all'Istituto Nazionale di Alta Matematica, venne fatta da Severi,
(Presidente a vita dell'Istituto) e da Gaetano Fichera,
successore di Fantappié nella cattedra di Alta Analisi, il giorno 11
marzo del 1957, e pubblicata nei Rendiconti dell'Istituto Matematico
di Roma.
6 - La teoria degli Universi I
persferici
Questa è in breve
la vita e l'opera di Fantappié, nel campo della matematica, della
fisica e della biologia. Passati molti anni dalla sua scomparsa è
possibile fare il punto sullo stato attuale di tali teorie, le
quali, opportunamente sviluppate, si stanno rivelando di grande
interesse ed attualità.
Rimanendo per
maggiori dettagli ai libri ed agli articoli pubblicati in questa
rivista, ci limitiamo ad un breve cenno dei risultati ottenuti. La
teoria degli Universi, se viene applicata alla fisica, ci fa vedere
che il nostro Universo può essere approssimato da una serie di
“modelli di Universo Ipersferici” S(n), ad n dimensioni, basati sui
gruppi delle rotazioni. Per n=4 otteniamo la “relatività proiettiva”
(o finale), la quale ci fornisce nel modo più semplice e naturale
una versione gruppale della cosmologia del Big-Bang. Essa è poi
collegata alla “ relatività cinematica di Milne “ ed alla “
cosmologia stazionaria” di Bondi, Gold ed Hoyle. Invece, per n=5
abbiamo la “ relatività conforme “ e cioè una semplice teoria
unitaria della gravitazione e dell'elettromagnetismo, basata sulla
teoria dei gruppi.
Otteniamo in tal
modo una classificazione dei modelli di Universo, in base ai numeri
interi, e viene superata la indeterminazione della cosmologia
relativista, perché il passaggio da un modello di Universo al
successivo avviene in modo univoco. La teoria degli Universi
Ipersferici, da me sviluppata a partire dal 1958, può essere
ulteriormente ampliata, nei seguenti modi:
a) Gli Universi
globalmente ipersferici, ma con curvatura locale variabile. Tale
curvatura è descritta dalle equazioni di Einstein generalizzate, e
per n =4 otteniamo la “relatività generale proiettiva”, in cui
rientrano come casi particolari le varie “ teorie unitarie” della
materia e dell'elettricità sia pure con una diversa interpretazione
fisica .
b) Gli Universi
con simmetria locale, nei quali ad ogni punto della ipersfera S(n)
ad n dimensioni, viene associata una ipersfera S(m) con m
.dimensioni, il cui raggio è dell'ordine della lunghezza di Planck.
Otteniamo in tal modo un legame con le teorie del superspazio e
della supergravità .
c) Gli Universi
Complessi, in cui viene introdotta una parte reale ed una
immaginaria, adoperando i numeri complessi a+ib, con i unità
immaginaria.
In conseguenza la
parte reale si può identificare con l'Universo fisico, mentre la
parte immaginaria (invisibile) sarebbe l'Universo psichico. Per n=4
otteniamo la “relatività complessa “, simile a quella di Charon, in
cui ad ogni punto dello spazio-tempo, si può associare uno
spazio-tempo immaginario (di tipo psichico).
d) Gli Universi
entropici-sintropici, nei quali abbiamo leggi fisiche uniche, mentre
i fenomeni si svolgono nei due sensi, e cioè disgregativo (entropico)
e costruttivo (sintropico). Per n=4 otteniamo la teoria unitaria del
mondo fisico e biologico, perfezionata in modo che in ogni fenomeno
abbiamo una componente entropica ed una sintropica. Così per
esempio, durante l'espansione cosmica (globalmente entropica),
abbiamo un abbassamento della temperatura, e quindi i processi sin
tropici locali di formazione delle galassie, stelle e pianeti, in
cui appare poi la Vita. Tali Universi hanno una struttura
cibernetica, perché gli eventi fisici dipendono non solo dal
passato, ma anche dal futuro.
Possiamo quindi
concludere che la teoria degli Universi ci permette di costruire nel
modo più semplice uno schema unitario, in cui la causalità viene
completata dalla finalità, e che comprende le più moderne ricerche
nel campo della cosmologia, delle teorie unitarie e -delle
particelle elementari. Appare inoltre una profonda connessione con
la teoria dei Sistemi e della Informazione.
GIUSEPPE
ARCIDIACONO
Docente di
Meccanica Superiore all'Università di Perugia
I libri di Giuseppe Arcidiacono sono tutti
pubblicati presso Di
Renzo Editore