Il Segnalibro  n. 3,

maggio 1996, pag. 16

 

La relatività dopo Einstein

Giuseppe Arcidiacono
Di Renzo Editore

 

L’autore, Giuseppe Arcidiacono (fratello del già citato Luigi e docente di Meccanica superiore all’Università di Perugia), ricorda come alla morte del grande Albert Einstein, avvenuta nel 1955 senza che fosse riuscito a dare vita a una teoria unitaria definitiva, che fosse la logica conclusione della relatività ristretta e della relatività generale, si è assistito ad una vera e propria “polverizzazione della fisica in tutta una serie di teorie gravitazionali, cosmologiche ed unitarie, cosa che ha portato ad una grave crisi della scienza”, nessuna delle quali è in grado, da sola, di darci una spiegazione fisica univoca dei diversi fenomeni osservati. Una via d’uscita da questa “impasse”, però, ce l’ha mostrata il matematico italiano, Luigi Fantappié dell’Istituto Nazionale di Alta Matematica dell’Università di Roma (anch’esso già citato nella precedente recensione e di cui l’autore è stato allievo), il quale ha elaborato la teoria degli universi ipersferici, attraverso la quale, banalizzando al massimo, si può dire che viene resa possibile la rappresentazione dell’Universo tramite Ipersfera a quattro dimensioni.

 


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